Fox Terrier la storia

Fox Terrier Storia

Il nostro Fox è ritenuto quasi il Terrier per antonomasia, soprattutto dalle persone non più giovani che, in qualche “angolo della memoria”, conservano sicuramente l’immagine di uno di questi “cagnetti dispettosi ma intelligentissimi”.

Le origini delle due razze sono piuttosto diverse. Il Terrier nero focato (black and tan terrier) che veniva già descritto dai Romani come cane da caccia alla volpe, si è evoluto nel Wire Fox Terrier. Lo Smooth Fox Terrier di cui si ha notizia solo a partire dal XIX secolo è invece un ibrido di diverse razze, tra cui Greyhound, Bull Terrier e Beagle. I due tipi vennero indifferentemente incrociati, anche per schiarire il mantello del Wire Fox Terrier, fino al 1876, anno in cui il Fox Terrier Club definì i due differenti standard.
Ma facciamo un salto a ritroso.

Già Arriano (55 a.C.) nelle sue cronache sulla conquista della Britannia narrava di piccoli cani denominati “agassin”, adibiti alla caccia sotterranea, probabilmente sconosciuta ai romani dell’epoca.
In tutto l’arco del basso e alto Medioevo è presumibile che, nella variegata moltitudine di forme i progenitori degli attuali Terrier popolassero non solo “la terra di Albione” ma anche tutta l’Europa Centrale, sopravvivendo a secoli che non furono “bui” soltanto per gli uomini.
Nel Rinascimento il Dott. Caius (pseudonimo di John Keis “scienziato” presso la Corte di Elisabetta I d’Inghilterra), nel 1570 descrisse nel libro De canibus Britannicus il “Terrar” come “specie che caccia la volpe e il tasso”.
Mentre nel resto d’Europa l’allevamento “mirato” di questi soggetti non ebbe un gran seguito, nelle isole britanniche la selezione e la classificazione delle singole razze appartenenti a questa famiglia trovò terreno fertile, anche se tale opera, nei secoli seguenti, si basò esclusivamente sulla suddivisione legata alla lunghezza degli arti, alla tessitura del mantello, e soprattutto alla regione di provenienza: troviamo quindi gli Irish terrier, gli Scottisch terrier, i Welsh terrier ecc.

In questo panorama inizia a delinearsi un tipo di Terrier “da volpe”.
Agli inizi del XVIII secolo con l’avvento delle nuove tecniche agricole, della progressiva privatizzazione dei terreni e con la conseguente scomparsa delle grandi aree forestali, la caccia al cervo, per la quale si era istituita la caccia a cavallo con l’ausilio di grossi segugi e levrieri non trovò più le condizioni ideali per la propria attuazione. Così, forse inizialmente per ripiego, i vari signorotti di campagna cominciarono a prendere in considerazione questa attività venatoria, già praticata a piedi e non certo per sport.
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Gradualmente tuttavia divenne uno sport vero e proprio e i grandi proprietari terrieri della prima metà del settecento fecero del Fox hunting un elemento di prestigio sociale. Il Fox hunting ebbe la sua età dell’oro in Gran Bretagna tra il 1800 e il 1850.
I segugi (FoxHound) da soli però non potevano bastare in quanto le volpi, hanno la possibilità di trovare rifugio nelle loro stesse tante o in anfratti naturali, da ciò l’esigenza di affiancare ai Fox Hound alcuni piccoli “terragnoli” che all’occorrenza potevano stanare il selvatico (non necessariamente per ucciderlo come molti pensano) consentendo la prosecuzione dell’inseguimento in superficie.
Da subito vennero prediletti i terrier piuttosto longilinei, che fossero quindi in grado di mantenere l’andatura dei seguci (seppur per brevi tratti, dato che sovente i nostri Fox venivano trasportati dentro bisacce da uomini a cavallo chiamati “terrier man” e con mantelli a dominanza bianca (così che all’uscita della tana non corressero il rischio di venir scambiati con la volpe dai segugi all’apice dell’eccitazione).

All’utilizzo dei terrier è legata però un’altra e non meno importante operazione nominata “earth stoping“, durante la quale il “terrier man” la notte precedente la caccia con l’ausilio dei suoi cani individuava le tane, stanava gli eventuali occupanti e ne ostruiva gli accessi, in modo che il giorno della caccia il gioco non fosse troppo breve.
I master allevavano selezionando prevalentemente le doti venatorie dei piccoli stanatori, nonostante ciò con qualche accorgimento come l’emissione di Beagle e di Whippet ben presto si ottennero soggetti più omogenei e soprattutto già vicini al tipo attuale.
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La figura più autorevole a cui va il merito della creazione del “Fox” fu il reverendo Jack Russel che visse nel Devonshire tra il 1795 e il 1883.
Al reverendo che rappresentò per i suoi conterranei il “modello” del gentiluomo di campagna, è stato intitolato un terrier il Parson Jack Russel Terrier.
Solo nel 1862 un Fox Terrier vinse un premio a uno dei “Dog Show” il cane si chiamava Trimmer l’esposizione si teneva a Islinton.
A qualche mese di distanza altri due soggetti a pelo liscio Jock e Pepper si aggiudicarono rispettivamente il premio per il miglior maschio e la miglior femmina nella classe English Terrier nell’esposizione canina di Birmingham.
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Jock oltre a essere stato il primo soggetto della razza a essere proclamato campione, è considerato dagli storici il progenitore di tutti i Fox.
Il successo della razza fu tale che nel 1876 nacque il primo Club nonché una rivista specializzata il “Fox Terrier Chronicle”.
Ricordiamo che visionando i registri relativi alle esposizioni organizzate dal Kennel Club tra il 1859 e il 1873 non vi è nessuna menzione del Fox a pelo ruvido, dato che i rarissimi soggetti presenti venivano giudicati nella generica classe “Terrier a pelo ruvido e Irish Terrier“.

Non dobbiamo dimenticare che sino a quest’ultima data la razza, oltre a non essere stata ufficialmente riconosciuta fu tenuta in ben poco conto, anzi gli snob del tempo consideravano “i lisci” come cani da gentleman, mentre i “Brocken Haired Terrier” (questa fu la primitiva denominazione dei ruvidi) venivano giudicati cani volgari.

Nonostante questi inizi poco incoraggianti, questa varietà di Fox si guadagnò con il tempo i favori di una schiera sempre più vasta di appassionati, tanto che nel 1914 appena un anno dopo la fondazione del primo Club specifico si assistette al sorpasso numerico degli Wire Fox Terrier (Whire significa ruvido) sugli Smooth Fox Terrier (Smooth significa liscio).
Ciò avvenne anche grazie alla sempre maggiore attenzione e cura che gli espositori iniziavano a usare nel presentare i propri soggetti in esposizione, (vennero usate tecniche di toelettatura che evolvendosi negli anni quaranta sono arrivate fino a noi e che danno al Ruvido un aspetto innegabilmente attraente) nonchè alla protezione di autorevoli personaggi come la Duchessa di Newcastle che si prodigò per la valorizzazione di questo Terrier e produsse sotto l’affisso “of Notts” campioni che lasciarono la loro impronta nella storia della razza.
(tratto dal libro “Il Fox Terrier” di Alberto Marengoni)

Un “volgare ruvido” di nome Caesar, fece il suo ingresso a corte nel castello di Windsor dove, quando morì nel 1910, fu pianto persino dal re.
Una casa discografica adottò l’effigie dello Smooth come marchio di fabbrica e fu universalmente proclamato “il cane che porta gioia nel mondo”.

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